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OBIETTIVI
- involuzione di funzioni e strutture del sesso biologico di appartenenza;
- evoluzione di funzioni e strutture coerenti con l'identità psichica.
MODALITA'
Il tempo necessario per ottenere delle modifiche somatiche nonché la loro entità variano da individuo
a individuo in relazione a:
- contesto psicosomatico individuale: specifiche caratteristiche, strutturali e funzionali del soggetto;
- tipo di farmaci somministrati;
- modalità di somministrazione, dosi assunte e durata del trattamento.
La terapia ormonale può essere intrapresa solo dopo aver iniziato un percorso di sostegno psicologico
e deve essere assolutamente prescritta e periodicamente controllata da endocrinologi esperti nel trattamento ormonale
del D.I.G.
Gli effetti della terapia ormonale da una parte possono procurare sollievo e dall'altra possono procurare scompensi
anche gravi negli organi deputati al loro metabolismo (p.es. fegato). D'altra parte i cambiamenti somatici, pur
tanto desiderati, non creano quel benessere immaginato se la persona non è sostenuta in un processo di elaborazione
e assimilazione profonda non solo dei cambiamenti stessi, ma anche del nuovo stile di vita che inevitabilmente
essi comportano.
Nell'adeguamento Femmina-Maschio (FtM) entrambi gli obiettivi possono essere ottenuti con l'uso del solo ormone
mascolinizzante (testosterone), mentre nell'adeguamento Maschio-Femmina (MtF) è quasi sempre necessario
unire agli estrogeni femminilizzanti almeno un farmaco antiandroginico.
EFFETTI COLLATERALI
Diversi sono gli effetti collaterali nel percorso di adeguamento MtF e FtM (vedi paragrafi seguenti). In entrambi
i casi, comunque, le variabili che intervengono sono:
- contesto psicosomatico individuale: specifiche caratteristiche, strutturali e funzionali del soggetto;
- tipo di farmaci somministrati;
- modalità di somministrazione, dosi assunte e durata del trattamento.
Alcuni effetti collaterali, sia psichici che fisici, possono essere di scarsa rilevanza mentre altri possono
essere gravi sino a mettere in pericolo la vita stessa della persona.(p.es. depressione, tromboembolia polmonare).
E' indispensabile, quindi, praticare una terapia ormonale personalizzata affinchè, nel tentativo di soddisfare
alcune esigenze della persona, non si procurino eccessivi scompensi funzionale e quindi danni alla salute.
L'autoprescrizione non è utile in alcun caso in quanto non può tener conto delle caratteristiche
biologiche individuali e quindi della possibilità di raggiungere il miglior risultato con il minimo aggravio
psicofisiologico possibile. Al contrario può dare conseguenze dannose, anche gravissime.
A) FtM - Effetti e limiti del testosterone
- PELI
Il testosterone fa aumentare in estensione e qualità (ispessimento) tutti i peli sulla superficie corporea
e determina la comparsa della barba. Il tempo che intercorre tra l'inizio del trattamento e la comparsa di questi
effetti risente non solo delle variabili generali, ma è largamente influenzato dalle caratteristiche dei
bulbi piliferi già geneticamente presenti.
Se si interrompe il trattamento tali effetti possono attenuarsi ma non scomparire del tutto (vedi anche voce pelle).
- VOCE
La somministrazione del testosterone determina un ispessimento delle corde vocali e quindi una tonalità
più bassa della voce, con effetto che permane nel tempo anche in caso di interruzione delle terapie ormonali.
- STRUTTURA OSSEA
Il testosterone non influenza la struttura ossa. In particolare, mani, piedi, torace e altezza non variano.
- MAMMELLE
Il testosterone non ha un'influenza diretta sulla ghiandola mammaria, ma si evidenzia in molti casi una diminuzione
del volume complessivo della mammella perché ne riduce la massa adiposa.
- GENITALI
I primi cambiamenti visibili dovuti al testosterone sono la scomparsa del ciclo mestruale e l'aumento di volume
(ipertrofia) del clitoride. La rapidità di questi cambiamenti dipende dalle caratteristiche biologiche individuali
e dal tipo di farmaci adottato. L'aumento di volume del clitoride è irreversibile.
- CORPO
La somministrazione del testosterone produce una diminuzione e una ridistribuzione del grasso di tipo maschile
soprattutto una diminuzione dell'accumulo di adipe su mammelle, fianchi, cosce e natiche, un aumento di volume
e di tono della muscolatura con conseguente aumento di peso.
Nel periodo di più intensa somministrazione si determina una forte sensibilità alle variazioni
di peso; è quindi importante fare attenzione alla dieta e praticare attività fisica.
- PELLE
La pelle diventa seborroica, acneica per l'azione degli androgeni che stimolano l'azione delle ghiandole sebacee,
anche i capelli diventano quindi più grassi. Questo effetto collaterale può ritenersi costante ed
è, a volte, accompagnato da una più o meno accentuata perdita di capelli.
- EMOZIONI E ATTIVITÀ SESSUALE
Il testosterone influenza le funzioni cognitive ed emotive della persona. Si può verificare un incremento
del desiderio sessuale e dell'aggressività che, presenti nel primo periodo del trattamento in modo contenuto,
vengono elaborati all'interno del percorso psicoterapeutico per consentire alla persona una miglior conoscenza
di sé e la possibilità di sperimentare diverse e più ampie modalità di gestione del
proprio vissuto emotivo.
In ogni caso è necessario richiedere all'endocrinologo un costante adattamento del dosaggio degli ormoni
assunti.
- ALTRI EFFETTI COLLATERALI
Può riscontrarsi aumento della colesterolemia e una conseguente patologia vascolare e quindi anche coronarica,
eventualità riportata in letteratura come molto rara.
B) MtF - Effetti e limiti degli estrogeni e degli antiandrogeni
- PELI
Gli estrogeni e gli antiandrogeni determinano un rallentamento della crescita dei peli e della barba e un ammorbidimento
degli stessi. Tuttavia nè gli uni nè l'altra sono completamente eliminati. I soli trattamenti permanenti
per la rimozione della barba e dei peli sono l'elettrocoagulazione e le più recenti tecniche di rimozione
mediante "laser".
- VOCE
Il trattamento non determina cambiamenti significativi nella voce.
- STRUTTURA OSSEA
Gli estrogeni e gli antiandrogeni non influenzano la struttura ossea per cui, in particolare, mani, piedi, torace
e altezza non variano.
- MAMMELLE
Il trattamento conduce ad uno sviluppo molto lento e altamente individualizzato delle mammelle. Si riscontrano
infatti risposte significative e veloci al trattamento, risposte molto lente ma anche assenza di risposte. E' consigliabile
effettuare annualmente ecografie mammarie di controllo, soprattutto se vengono effettuati interventi di mammoplastica
additiva con protesi.
- GENITALI
La somministrazione degli estrogeni e degli antiandrogeni conduce ad una diminuzione della frequenza dell'erezione,
della sua durata e alla scomparsa graduale dell'eiaculazione. Si può verificare una diminuzione di volume
e di consistenza del tessuto scrotale e penieno.
- CORPO
Il trattamento produce una ridistribuzione del grasso e soprattutto un aumento su cosce, natiche e mammelle. Il
tessuto muscolare tende a ridursi di volume e di tono.
Nel periodo di più intenso somministrazione si determina una forte sensibilità alle variazioni
di peso; è quindi importante fare attenzione alla dieta e praticare attività fisica.
- EMOZIONI E ATTIVITÀ SESSUALE
Gli estrogeni e gli antiandrogeni influenzano anche le funzioni cognitive e emotive della persona. Si può
verificare una diminuzione del desiderio sessuale e può aumentare l'aggressività; cambiamenti che,
presenti nel primo periodo del trattamento in modo contenuto, vengono elaborati all'interno del percorso psicoterapeutico
per consentire alla persona una miglior conoscenza di sé e la possibilità di sperimentare diverse
e più ampie modalità di gestione del proprio vissuto emotivo.
In ogni caso è necessario richiedere all'endocrinologo un costante adattamento del dosaggio degli ormoni
assunti.
- ALTRI EFFETTI COLLATERALI
Rischio significativo collegato alla somministrazione di queste terapie è la possibilità della tromboembolia
polmonare soprattutto per le persone che hanno superato i 40 anni. Il fumo può aumentare questo rischio.
Una sindrome depressiva può essere legata sia all'assunzione di estrogeni che di antiandrogeni. Questi
possono inoltre determinare un aumento della prolattina e favorire l'insorgenza di un adenoma ipofisario
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