ESSERE PARTE DELLA SOLUZIONE NON DEL PROBLEMA


# PERCHE' DONARE IL SANGUE
# COME SI DIVENTA DONATORE DI SANGUE
# QUANDO DONARE IL SANGUE
# DOVE DONARE IL SANGUE
# CHI SIAMO

# PERCHE’ DONARE IL SANGUE

Per capire dobbiamo cominciare col definire il sangue per quello che realmente è: un TESSUTO, speciale e particolare perché si presenta come una miscela fluida di plasma e di componenti cellulari (globuli rossi, piastrine, leucociti). Questo tessuto, opportunamente raccolto e preparato unicamente all’interno di un Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, viene utilizzato come un FARMACO: un farmaco che può essere ricavato solo dalle donazioni di sangue. Dobbiamo ora spiegare brevemente che ruolo gioca il Servizio di Immunoematologia e Trasfusione (o Servizio Trasfusionale) nell’attività e nell’efficienza di un ospedale. In sintesi il Servizio Trasfusionale è quel reparto ospedaliero che, pur non avendo al suo interno pazienti degenti, ha la responsabilità di garantire a tutti i pazienti dell’ospedale e delle Case di Cura da questo dipendenti la terapia trasfusionale, programmata o in urgenza, di cui questi hanno bisogno, fornendo quindi gli emocomponenti del sangue secondo le necessità di tutti i reparti. Quindi per poter soddisfare le necessità dei pazienti ogni Servizio Trasfusionale deve poter contare su un flusso giornaliero di donazioni adeguato alla media delle richieste. Il bilancio tra entrate ed uscite di emocomponenti DEVE essere quanto meno in pareggio, e le entrate sono costituite dall’apporto insostituibile delle donazioni di sangue. L’insufficiente disponibilità di emocomponenti non soltanto mette in difficoltà tutti gli operatori sanitari (dai medici dei Servizi Trasfusionali ai medici dei Reparti che hanno in cura i pazienti da trasfondere), perché mette in forse la tempestività e l’efficacia delle stesse terapie, ma certamente aumenta la criticità delle condizioni di molti malati, anche solo per l’angoscia che genera in loro il temere che non saranno curati in modo ottimale e che la loro degenza si prolungherà per un’attesa che non dovrebbe esistere: l’attesa per la disponibilità del sangue. Non parliamo poi delle necessità urgenti o urgentissime di emocomponenti, quando la vita stessa di un paziente è legata alla tempestività di intervento, e quindi anche alla disponibilità immediata di una o più trasfusioni. Dunque, se per mancanza di donatori il Servizio Trasfusionale di un ospedale non funziona bene, non funzioneranno bene quei Reparti o strutture esterne che ospitano pazienti che hanno bisogno del sangue: un concetto poco conosciuto, ma purtroppo qui a Roma spesso evidente. Non solo: la spesa che la Regione Lazio deve affrontare annualmente per approvvigionarsi da altre Regioni degli emocomponenti che non sono stati donati dai propri cittadini impoverisce ulteriormente un bilancio già critico, sottraendo risorse economiche che dovrebbero essere destinate a migliorare le condizioni delle strutture della sanità regionale, quelle che utilizziamo tutti noi. In questo caso si tratta di una spesa milionaria che potremmo evitare se tutti coloro che possono donare il sangue sapessero che per far funzionare questo delicato settore della sanità pubblica, è indispensabile impegnarsi in prima persona collaborando con i Servizi Trasfusionali della nostra Regione. Raggiungere l’autosufficienza regionale della donazione del sangue (realizzandola al livello di ogni singolo ospedale), attraverso il contributo insostituibile della popolazione del nostro territorio è dunque un obiettivo importante per tutti. Il Servizio Trasfusionale più moderno e attrezzato di questo mondo sarà inutile se non sarà supportato dalla collaborazione continuativa e adeguata dei donatori di sangue: un Servizio Trasfusionale che funzioni bene deve poter contare su un flusso di persone che donano spontaneamente solo perché sono consapevoli che sicuramente ogni giorno in ogni ospedale c'è chi ha bisogno di donazioni.
Per richiedere ulteriori informazioni, o chiarire dei dubbi, telefonare ai numeri 06-58702480-2486-2487 dalle 11:00 alle 14:00, oppure inviare una e-mail a:donoilsangue@scamilloforlanini.rm.it

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# COME SI DIVENTA DONATORE DI SANGUE

Anche Lei, se ritiene di essere in buona salute, può dare un contributo concreto alla soluzione di questo problema che non dovrebbe esistere: diventando donatore periodico di sangue parteciperà in modo intelligente a rendere più sicuro ed efficiente il Servizio Trasfusionale, tutelando allo stesso tempo la Sua salute. Diventerà così non solo un collaboratore fattivo del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche un vero e proprio operatore sanitario per l’indispensabilità del Suo ruolo e per le modalità con cui questo deve essere svolto. Le procedure per accertare l’idoneità di un soggetto al dono del sangue pur essendo semplici sono comunque codificate da leggi e regolamenti specifici, e sono il risultato di esperienze acquisite e condivise a livello internazionale dai medici trasfusionisti. Possono essere candidati alla prima donazione di sangue tutti coloro che, avendo già compiuto i 18 anni e non avendo superato i 60, pesino più di 50 kg, godano di buona salute, e non abbiano assunto farmaci nei giorni precedenti. Inoltre si richiede di essere a digiuno da almeno 8 ore, anche se è consentito assumere caffè, tea o succhi di frutta. Il primo passo nella valutazione di idoneità al dono prevede la misurazione della pressione sanguigna e la determinazione del tasso di emoglobina circolante, ovvero dei principali parametri dell’emocromo. Se i risultati di questi tests preliminari sono soddisfacenti, e rientrano quindi nei valori previsti dalle normative, il candidato donatore passa al colloquio di selezione con un medico esperto in tale attività, per accertare la presenza di situazioni e condizioni che non permettono di considerare un soggetto idoneo al dono del sangue. Ovviamente non è questa la sede per elencare e descrivere tali condizioni: è fondamentale in questa fase il rapporto di scambievole fiducia che si instaura tra un donatore ed i medici del Servizio Trasfusionale per raggiungere insieme uno degli obiettivi principali del Servizio Trasfusionale: la donazione SICURA. Non si deve mai dimenticare che il sangue è un TESSUTO, e che quindi ogni trasfusione di componenti del sangue è di fatto un vero e proprio TRAPIANTO, sia dal punto di vista clinico che medico-legale: dunque ogni trasfusione porta in sé tutti i rischi dei trapianti, vale a dire il rigetto da incompatibilità e la trasmissione di alcune gravi malattie infettive, come le epatiti da virus B e C e la malattia da HIV. La sicurezza della donazione è la condizione necessaria, anche se non unica, per arrivare alla sicurezza nella trasfusione. Per sicurezza nella donazione si deve intendere la ragionevole certezza che dalla donazione non derivino danni né al donatore né al paziente che riceverà il sangue donato. Questa ragionevole certezza si ottiene con un'accurata procedura di selezione e con la responsabile e consapevole collaborazione degli aspiranti donatori, a cui si richiede solo di condurre una vita “normalmente” sana, e quindi di non accedere alla donazione qualora si sospetti di essersi trovato in situazioni, tali da poter contrarre un'infezione trasmissibile con il proprio sangue. La fattiva e concreta collaborazione dei donatori periodici in questo senso è testimoniata dalle statistiche fatte nel mondo su milioni di unità di sangue: appare chiarissimo come il sangue donato da soggetti “abituati” alla donazione responsabile e periodica, quindi da soggetti controllati più volte nel tempo, sia infinitamente più sicuro del sangue donato in modo episodico sotto la spinta emotiva e stressante della necessità contingente di un congiunto o di un amico, capitata magari in un momento in cui sarebbe stato meglio astenersi dalla donazione. Un altro strumento per verificare e certificare che un'unità di sangue possa essere trasfusa con sicurezza è costituito dai tests che vengono eseguiti SEMPRE e su TUTTE le unità donate, per accertare l'eventuale presenza di infezioni in atto o pregresse che possano essere trasmesse con la successiva trasfusione. La sinergia tra il senso di responsabilità dei donatori e la tecnologia dei laboratori può dare ai medici, e quindi ai pazienti, la ragionevole certezza di poter praticare la trasfusione del sangue in modo sicuro. Ma avevamo accennato al fatto che la sicurezza è rivolta anche verso i donatori: infatti ad ogni donazione sul sangue prelevato vengono eseguiti screening e controlli per accertare e certificare lo stato di buona salute del donatore. Questo pannello di esami, unitamente ai controlli preliminari sul donatore, costituiscono un importante momento di medicina preventiva, il cui valore pratico è statisticamente accertato. Sui vantaggi della donazione in termini di salute, se Lei avrà la pazienza di continuare la lettura, avrà modo di trovare più avanti altre informazioni. E' importante invece, a questo punto, accennare ai due modi di donare il sangue: la “normale” donazione di sangue intero e la donazione con la tecnica dell'aferesi. Anche la terapia trasfusionale si aggiorna e si migliora continuamente, e con questa le tecniche della donazione, che si evolvono e si perfezionano con l’obbiettivo di aumentare la sicurezza e l’efficacia del “farmaco” sangue, o per meglio dire quella dei suoi componenti, globuli rossi, piastrine e plasma, che vengono ricavati con metodi fisici di lavorazione, sia dopo la donazione (nel caso del sangue intero), sia durante la stessa donazione (nel caso dell'aferesi). Sono ormai molti anni che in tutto il mondo si pratica comunemente la raccolta selettiva di emocomponenti in alternativa ed in sostituzione alla donazione di sangue intero: con una tecnica denominata “aferesi produttiva”, utilizzando un apposito macchinario, è possibile raccogliere solo l’emocomponente desiderato. La preghiamo di cliccare sullo specifico link per accedere alle informazioni relative a questa modalità di donazione. Trascorsi pochi giorni dalla donazione a ciascun donatore, associato o no, verranno inviati per posta i risultati dei controlli effettuati sul sangue prelevato. Ove uno o più parametri risultassero fuori dai range di normalità, secondo il giudizio del medico che verifica i referti si provvede a contattare il donatore per ripetere, se necessario, le analisi fuori norma. Ove la situazione lo richieda si avvia il soggetto all’attenzione del Medico Curante per gli opportuni provvedimenti: in questa fase il donatore potrà usufruire delle strutture di diagnosi e terapia che l’Azienda Ospedaliera può mettere a sua disposizione in regime di gratuità. Si è già accennato ai risvolti positivi per il donatore che derivano dalle procedure di accertamento di idoneità: ad esempio già la semplice misurazione della pressione arteriosa con la verifica della frequenza del battito cardiaco costituisce un momento di verifica non banale, specie se effettuata più volte nell’anno. Rilevare l’insorgere di ipertensione quando è ancora a livelli iniziali è sicuramente un modo per evitare l’instaurarsi di danni cardiovascolari non più rimediabili in seguito. Ugualmente utili a prevenire l’insorgere di varie patologie, ovvero a evidenziarle in modo tempestivo, sono tutti quegli esami che fanno parte del set di controlli che sono effettuati su tutte le unità donate, quindi una verifica che per i donatori periodici avviene più volte in un anno, con tutti i vantaggi immaginabili. Ma certamente l’aspetto concreto più rilevante è che il sapere di svolgere un ruolo così importante per la comunità fa sì che il donatore di sangue, per convinzione e per responsabile coinvolgimento, abbia un regime di vita che per poter essere compatibile con il dono è necessariamente “sano”, pur essendo del tutto “normale”. E questo è il primo requisito non solo per garantire l’idoneità alla donazione ma anche per garantirsi una migliore aspettativa di vita in buona salute, cosa che appare confermata da alcuni studi statistici eseguiti sui donatori del nord-europa.
Per richiedere ulteriori informazioni, o chiarire dei dubbi, telefonare ai numeri 06-58702480-2486-2487 dalle 11:00 alle 14:00, oppure inviare una e-mail a:donoilsangue@scamilloforlanini.rm.it

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# QUANDO DONARE IL SANGUE

La risposta più semplice alla domanda potrebbe essere “quando ci si sente bene”, ma come abbiamo visto ci sono delle regole da rispettare. Il sangue può essere donato tutti i giorni, anche i festivi, la mattina a partire dalle ore 8, avendo cura di rispettare 8 ore di digiuno, ma, ricordiamo, è consentito assumere un caffè, un tea o un succo di frutta (mai latte o cibi solidi) come colazione prima della donazione. E’ sconsigliabile presentarsi dopo le ore 11, specie nel periodo estivo. In ogni caso le sedute di raccolta del sangue terminano alle ore 12. Occorre ricordare che l’intervallo tra due donazioni di sangue intero non può essere inferiore a 90 giorni. Nel caso poi di donne in età fertile occorre rispettare il limite massimo di due donazioni di sangue intero nell’arco di 12 mesi, meglio se distanziate di sei mesi. Diversamente articolati, anche se più brevi e senza distinzioni di sesso, sono gli intervalli tra le donazioni di singoli emocomponenti e quelli da osservare tra una donazione di sangue intero e una di emocomponente. Poiché peraltro le donazioni di emocomponenti in aferesi sono concordate con i medici del Servizio Trasfusionale gli intervalli sono sempre ottimizzati sulla base delle condizioni generali del donatore, la sua disponibilità e le necessità specifiche del Servizio. Riteniamo utile riassumere qui brevemente alcune condizioni che sicuramente non sono compatibili con l’idoneità al dono del sangue. Forse Ella troverà eccessive alcune limitazioni, ma queste sono imposte dalla necessità di proteggere i riceventi da qualsiasi possibile o ipotetico rischio di ricevere danni da trasfusione. Ricordiamo peraltro che il colloquio con il medico addetto alla selezione dei donatori è l’unico momento realmente opportuno per chiarire ogni dubbio sulla propria idoneità alla donazione, e che si richiede di aver goduto di buona salute negli ultimi due mesi (il raffreddore guarito da 15 giorni è ammissibile…). Le donne in età fertile dovranno astenersi dalla donazione durante il ciclo mestruale fino a circa una settimana dal termine. Il momento migliore per donare è approssimativamente situato 10 giorni prima dell’inizio previsto delle mestruazioni. Ugualmente dovranno astenersi dalla donazione le donne che abbiano il sospetto di aver iniziato una gravidanza. Non possono essere idonei coloro che hanno contratto epatite virale del tipo B o C, o presentano positività ai test di screening per questi virus o per l’HIV. Può donare, salvo ogni altro impedimento, chi è stato vaccinato contro l’epatite B. Coloro che sono in terapia per problemi di ipertensione o altri disturbi cardio-circolatori non possono essere idonei alla donazione. Chi ha sofferto di affezioni tumorali di natura maligna o dubbia, sia pure operate e guarite in maniera permanente, non può essere giudicato idoneo. E’ necessario astenersi dalla donazione nel periodo primavera-estate se in quei mesi si soffre di fenomeni allergici scatenati da pollini (riniti, congiuntiviti, asma), e comunque per tutto il tempo in cui si assumono farmaci antiallergici. L'assunzione recente e ripetuta di farmaci antidolorifici, antipiretici o aspirinosimili impone di astenersi dalla donazione per almeno 8 giorni dall'ultima somministrazione. Deve essere valutata a giudizio del medico che esegue la selezione l'idoneita di chi negli ultimi 4 mesi
- è stato sottoposto ad interventi chirurgici di qualsiasi natura, anche odontoiatrica, ovvero ad esami endoscopici invasivi;
- si è sottoposto a tatuaggi o piercing;
- ha iniziato una nuova relazione, o ha avuto rapporti con partners occasionali (anche se si trattava di rapporti protetti da condom).
Essersi sottoposto ad igiene dentaria (ablazione del tartaro) non compromette l’idoneità, al contrario di un’estrazione dentaria, un impianto o una gengivectomia che richiedono un’astensione prudenziale di 2 mesi dalla donazione. La ringraziamo per aver avuto la pazienza di seguire fin qui questo lungo discorso, ma ci auguriamo di averLe fornito in questo modo informazioni utili e motivazioni sufficienti per scegliere di diventare un collaboratore insostituibile del Servizio Sanitario: un donatore di sangue. Come vede, se in questo campo le cose potranno funzionare meglio questa volta dipenderà anche da Lei....
Per richiedere ulteriori informazioni, o chiarire dei dubbi, telefonare ai numeri 06-58702480-2486-2487 dalle 11:00 alle 14:00, oppure inviare una e-mail a:donoilsangue@scamilloforlanini.rm.it

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# DOVE DONARE IL SANGUE

Nella nostra città ogni ospedale è dotato di un Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, con un centro di raccolta a cui possono afferire tutti coloro che intendono donare il sangue. Anche le case di cura private o convenzionate, che devono fare riferimento al Servizio Trasfusionale ospedaliero competente per territorio, devono avviare a questa struttura i donatori per far fronte a tutte le necessità di terapia trasfusionale dei loro pazienti. In linea generale anche per la donazione deve affermarsi il principio della territorialità, in modo che la popolazione dei donatori periodici di un Servizio Trasfusionale sia costituita per la maggior parte da soggetti residenti nel bacino di competenza dell’ospedale. La nostra struttura di raccolta del sangue, che è parte integrante del Servizio Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera “San Camillo-Forlanini”, è costituita dal Centro di Raccolta fisso, che comprende anche la sezione di raccolta in Aferesi, all’interno del Presidio ospedaliero “Carlo Forlanini”. L’Azienda Ospedaliera promuove ed organizza la scelta di diventare donatori periodici di sangue, sia come privati cittadini che come gruppi aziendali o di comunità: Lei potrà aderire all’iniziativa del Servizio Trasfusionale sia come componente di un gruppo di donatori costituito nell’ambito del Suo luogo di lavoro, sia come attività individuale. In ogni caso saranno identici sia il valore del suo contributo, sia il beneficio in termini di controllo della sua salute. Per aderire a titolo individuale è sufficiente presentarsi per effettuare la donazione di sangue presso il nostro Centro di raccolta Fisso, anche nei giorni festivi, ed esprimere all’accettazione la volontà di voler essere iscritto come donatore periodico di questa Azienda Ospedaliera. Per costituire un gruppo di donatori, aziendale o di comunità, è necessario verificare la concreta volontà di almeno 15 aspiranti donatori che, sotto il coordinamento pratico di uno o più dei partecipanti, decidono di contribuire alla diffusione della donazione del sangue nell’ambito in cui avviene tale aggregazione (lavoro, sport, attività di volontariato ecc.). Verificata l’effettiva concretezza e fattibilità dell’iniziativa comune sarà sufficiente prendere contatto, attraverso il coordinatore, con i Medici del nostro centro di raccolta per dare notizia della costituzione del gruppo così formato, e dare il tempo di predisporre il sistema informativo per individuare in modo corretto le adesioni e le donazioni di sangue provenienti dal nuovo gruppo. Le iscrizioni diventeranno effettive al momento in cui gli aderenti si presentano all’accettazione per donare il sangue. Le donazioni di un gruppo aziendale o di comunità potranno essere raccolte in una stessa seduta anche tramite le unità mobili, nel caso in cui la distanza tra il luogo di lavoro/aggregazione ed il Centro di raccolta sia eccessiva, e qualora il numero degli iscritti, o degli aspiranti donatori, sia sufficiente a giustificare l’impiego dell’équipe mobile (almeno 25 aspiranti). In questo caso la data della seduta di prelievo con unità mobile (anche nei giorni festivi) dovrà essere concordata con i Medici del Centro di raccolta con almeno 30 giorni di anticipo, essendo i mezzi mobili utilizzati anche dagli altri Servizi Trasfusionali della Regione. Nel Lazio la struttura che coordina a livello regionale l’utilizzo delle Unità Mobili di raccolta sul territorio è il Centro Regionale del Sangue (C.R.S.), cui afferiscono le richieste dei diversi Servizi Trasfusionali della regione.
Per richiedere ulteriori informazioni, o chiarire dei dubbi, telefonare ai numeri 06-58702480-2486-2487 dalle 11:00 alle 14:00, oppure inviare una e-mail a:donoilsangue@scamilloforlanini.rm.it

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# CHI SIAMO

La nostra struttura di raccolta del sangue, che è parte integrante del Servizio Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera “San Camillo-Forlanini”, è costituita dal Centro di Raccolta fisso, che comprende anche la sezione di raccolta in Aferesi, all’interno del Presidio ospedaliero “Carlo Forlanini”. Una parte dello stesso personale operante nel Centro fisso partecipa alle raccolte effettuate sul territorio con l’utilizzo di Unità Mobili appositamente attrezzate. Quindi, venendo a donare al nostro Centro fisso o sulle Unità Mobili potrà trovare:

Carla Azzara, medico
Tiziana Bernabo’, infermiera
Stefano Barbieri, infermiere
Anna Bovio, infermiera
Marietta Carta, infermiera
Silvio Chiarioni, medico, Responsabile della U.O.S.
Rita Cipriani, infermiera
Assunta Conte, infermiera
Francesco Fochetti, infermiere
Paola Frediani, infermiera
Pierpaolo Germani, medico
Giovanna Guarino, ausiliaria
Nadia Libulli, coordinatore infermieristico
Loredana Mannarella, infermiera
Alessandra Mancusi, infermiera
Claudia Manzardo, infermiera
Maria Cristina Muratori, infermiera
Roberta Pagnotta, medico
Patrizia Reali, infermiera
Maurizio Salerno, medico
Luigi Strano, medico
Filomena Terlizzi, medico
Anna Troiani, infermiera
Francesco Zennaro, medico