L'Ospedale Carlo Forlanini, intitolato al più illustre dei seguaci italiani del professor Robert Koch, che nel 1882 riuscì a isolare il bacillo della tubercolosi che allora, in città come Roma, colpiva e spesso uccideva una persona su cinque, ha avuto una storia parallela a quella del San Camillo. Inaugurato il 10 dicembre 1934, era stato progettato, edificato ed organizzato secondo criteri allora d'avanguardia. Era al centro di un parco di 280 mila metri quadrati con migliaia di alberi d'alto fusto. Prima della scoperta dei farmaci antitubercolosi ad attività battericida e batteriostatica, la tubercolosi si curava con il riposo in ambiente igienico e ben ventilato, oltreché con interventi chirurgici. Le caratteristiche igienico-sanitarie del sanatorio le aveva dettate il professor Enrico Morelli, che di Carlo Forlanlni era stato allievo. Del resto, nel palinsesto ospedaliero non mancavano biblioteca, museo, perfino un cinema da ottocento posti e naturalmente spazi per le lezioni destinate agli specializzandi, accanto a infrastrutture di servizio e tecniche, per l'epoca decisamente nuove. Inoltre, nel settore G dell'ospedale vi è la chiesa del Santissimo Crocifisso, nella sacrestia della quale sono conservate le reliquie di San Giuseppe Moscati (1880 - 1927). Si tratta di alcuni lembi del camice indossato dal "Medico dei poveri" durante la sua attività di cura dei poveri e degli emarginati.
# Cenni sulla vita di Carlo ForlaniniPrimo piano